A breve la 5^ edizione di Expo delle Professioni™

Manca davvero poco per dare il via sabato 19 ottobre e 26 ottobre alla 5^ edizione di Expo delle professioni un evento di orientamento scolastico gratuito per ragazzi delle scuole secondarie di primo grado e per i loro genitori

Vi aspettiamo presso TalentLab via Monselice, 15 Padova (zona Mandria).

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione ai workshop con i professionisti e all’incontro con i genitori che terrò insieme alla collega Eleonora Soffiato.

Per i workshop scegliete il giorno, l’orario e il professionista che volete seguire. E’ possibile iscriversi a massimo 3 workshop per giornata e all’incontro per genitori

L’iniziativa ha ottenuto il Patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Padova, del Comune di Padova e dell’Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici Sezione Regionale del Veneto.

Ringrazio tutti i professionisti che si sono resi disponibili gratuitamente per i ragazzi di Expo delle Professioni.

Come posso potenziare il mio metodo di studio?

“Uff devo studiare..!”.

Se alcune volte ti seiriuscire trovato/a ad associare allo studio emozioni negative dire o pensare alla fatica di mettersi a studiare, di noia, fatica, difficoltà, di tempo rubato ai nostri interessi e alle tue passioni. Questo articolo fa per te!.
Questi aspetti di certo non aiutano a rendere il tuo studio efficace, ma anzi!
Il primo passo per rendere il tuo studio efficace e piacevole è quello di cambiare la prospettiva emotiva, ma come? Pensando allo studio come un atto di piacere, di divertimento e di soddisfazione. Capisco che è dura! Immagina di iniziare a percorre un nuovo sentiero mai percorso prima. Al principio ti sentirai un po’ a disagio, ti chiederai se è la cosa giusta da fare, ti verrà voglia di riprendere le vecchie abitudini e i vecchi pensieri intorno allo studio. Preferirai forse ritornare a pensare “che barba studiare” piuttosto che: “che bello è studiare, mi da soddisfazione, è un piacere, imparo cose nuove…”.

Certo, è necessario che tu faccia un iniziale e forse faticoso “atto di volontà”, ma ti assicuro che se per un mese ti impegnerai ad associare allo studio emozioni e pensieri positivi in modo costante, pian piano inizierà a cambiare anche il tuo atteggiamento verso lo studio. Abbandonerai così le vecchie credenze e si apriranno le porte verso una nuova zone di apprendimento nella quale assaporerai il piacere di scoprire, sperimentare, ricercare, confermare nuove conoscenze e competenze.
Il secondo passo per rendere efficace il tuo studio è creare il “tuo metodo di studio”.
Molte volte, forse, ti è stato detto da insegnati e genitori: “devi trovare il tuo metodo di studio…”. D’accordo! ma come fare? Vediamo insieme.
Parto con una riflessione sul termine “Metodo”. Avere un metodo significa adottare delle regole, delle procedure, una gestione del tempo e delle modalità operative. Potrebbe sembrarti una cosa noiosa e monotona, ma, se provi a pensare al metodo come a qualcosa che ti da sicurezza, certezze, una sorta di isola sicura nella quale puoi approdare ogni volta che ti trovi a studiare e dove le novità sono date dalle nuove scoperte e conoscenze, tutto cambia.
Con “tuo” intendo: “quello giusto per te”, un metodo “sartorialmente” tagliato per soddisfare al meglio il tuo personale stile di apprendimento.
Ora vediamo insieme come individuare il tuo e quali strategie mettere in atto per utilizzarlo al meglio.
Inizio con il dire che ciascuno di noi elabora gli stimoli e le sollecitazioni sensoriali in modo diverso a seconda di quali organi di senso sono per noi preferiti; sulla base di questo potresti essere sensibile maggiormente verso uno stile di apprendimento o potresti adottarne più di uno alla volta tra i seguenti: l’uditivo, il cinestesico, il visivo-verbale e/o il visivo non verbale.
Se sei preferibilmente uditivo significa che sei più sensibile alle informazioni che ascolti attraverso le orecchie. Generalmente gli uditivi usano nel loro parlare termini propri del mondo sonoro: “siamo in sintonia”, “ho sentito dire”, “non credo ad una parola di quello che hai detto”,….
Gli uditivi hanno la necessità di far passare le informazioni attraverso le orecchie, quindi, quando studi è bene che tu:
• legga ad alta voce titoli e didascalie prima di concentrarti sulla lettura del testo questo ti aiuterà a creare una mappa del capitolo;
• studi in compagni di qualcuno;
• ripeti ad alta voce (magari registrandoti e poi riascoltandoti);
• rispondi a domande dette a voce da un compagno di studio o dalla tua voce registrata.
Se ti riconosci in questo, quando sei in classe:
• presta attenzione a quanto viene detto agli insegnati, questo ridurrà il tuo tempo di studio a casa;
• chiedi spiegazioni verbali ai professori quando hai bisogno di chiarimenti per un esercizio o un argomento;
• fai i passaggi ad alta voce degli esercizi (siano essi di matematica o di grammatica o tecnica, o…);
• segui a tua voce mentre riscrivi le parole nel tema o per altri elaborato, se non puoi perché sei in classe o in biblioteca, muovi comunque la bocca ed usa un filo d’aria o immagina di sentire la tua voce mentre esegui il compito.
Ciò che è importante è rendere la materia o l’esercizio sonoro. Oppure potresti essere più cinestesico. Croce e delizia di ogni insegnante, perchè il tuo corpo freme per la costante necessità di movimento!
Le persone cinestesiche si riconoscono perché usano spesso parole legate al movimento e al corpo come: “mi sento uno straccio”, “quella cosa mi calza a pennello”….
Sono sempre in movimento quindi: gesticolano molto, muovono nervosamente la matita, o la penna, o una gamba…. Per i cinestesici, stare in classe cinque ore seduti, è una grandissima fatica!
Ecco alcune dritte. Canalizza l’energia motoria in modo che faciliti la ritenzione delle informazioni. Come?
Ecco alcuni stratagemmi:
• prendi appunti in classe,
• realizza schemi e mappe mentali o concettuali anche mentre i professori spiegano. Il movimento della mano sul foglio permetterà di orientare la tua energia motoria e di associarla a quella apprenditiva, così avrai fatto in classe già una gran parte del tuo studio; l’attenzione e la concentrazione avranno favorito la memorizzazione delle informazioni, in più migliorerà il tuo comportamento in classe.
• fai una breve passeggiata ad ogni cambio d’ora. Per esempio chiedi di andare in bagno, bevi un po’ d’acqua, sgranchisciti le gambe e le braccia con qualche saltello e rientrate in classe per la prossima ora.
Quando sei a casa e ti dedichi allo studio, è importante che tu:
• modifichi spesso la tua posizione. Studia dapprima seduto, poi ripeti camminando, quindi siediti sul letto e ripeti facendo muovere una pallina tra una mano e l’altra, o…;
• organizzi degli step di studio di 20-30 minuti a cui far seguire una pausa di 10-15 minuti. La pausa deve essere di movimento, ad esempio: fai una corsetta sul posto, due o tre flessioni, ecc…. E’ fondamentale che tu metta in moto il tuo corpo prima di tornare a studiare.
• Mi raccomando evita le studiate di tre ore senza mai alzarti dal libro. Non servirebbe! la tua mente viaggerebbe in continuazione.
Tieni conto che u
n buono studio non si misura dal tempo che ci si mette ma da come, in poco tempo, riesci ad assimilare in modo efficace i contenuti, ad organizzarli e ritenerli nella tua mente per poterli riutilizzare quando servono. Trasforma il bisogno di movimento in un alleato!!!
Ci sono altri due stili di apprendimento quello visivo-verbale e quello
Entrambi qLetturauesti stili di apprendimento hanno come organo sensoriale prediletto gli occhi ma mentre i visivi-verbali associano alla vista le parole e le lettere, i visivi-non verbali associano le immagini. In generale chi adotta uno stile visivo, quando parla adopera parole riferite alla vista come, ad esempio: ”ho visto che”, “la vediamo nello stesso modo”, “hai guardato la cosa approfonditamente”, “si vede che mente”. Cerca di osservare se sono parte del tuo modo di esprimerti.
Se sei visivo-verbale ti piace leggere e scrivere, ti piace parlare e spiegare, e probabilmente adotti un vocabolario articolato e ricco. Per apprendere grafici e comprendere i concetti prediligi la lettura delle didascalie e del testo scritto.
Ecco a seguire alcuni stratagemmi che possono esserti utili a scuola:
• guarda l’insegnate in faccia quando spiega, concentrati su di lei e sulle sue parole;
• prendi appunti per iscritto oppure realizza mappe concettuali;
• quando studi, accanto ai paragrafi del libro, riprendi per iscritto le parole chiave che fanno da sintesi al paragrafo.
Quando sei a casa:
• Leggi inizialmente titoli e didascalie e il contenuto quindi ripeti le cose studiate, se sei anche uditivo puoi leggere e ripetere a voce alta se non sei anche uditivo e meglio tu legga e ripeta mentalmente, il suono della voce potrebbe rendere più faticoso il tuo studio.
• fai il riassunto scritto di ciò che hai studiato.
Sei invece visivo non verbale? Allora, probabilmente, quando parli o scrivi usi spesso metafore e o termini che ti permettano di trasformare il concetto in immagini. E’ un po’ come se nella tua mente si creassero, via, via, le scene di un film. Il consiglio è di diventare tu il protagonista della storia.
In classe cerca di:
• “vedere” le spiegazioni come in un film in cui tu sei il protagonista. Trasformati nella clorofilla, piuttosto che in un uomo preistorico che caccia….
• Chiedere agli insegnati esempi concreti di quanto stanno spiegano: “prof.! mi fa un esempio?”
A casa, quando studi o ripassi la lezione:
• rendila viva e ricca di colori, sia essa una lezione di storia o di matematica. Immaginati i numeri con facce e colori. Per esempio se stai studiando chimica, immaginati il carbonio come una Cow (mucca in inglese) alle cui corna si legano atomi di ossigeno …,
• diventa il protagonista dei contenuti che stai studiando: immaginati mentre tracci una retta o un tronco di cono, o immaginati mentre vai al mercato a comprare le mele o prendi davvero delle mele e dividile a metà se stai facendo le frazioni o creati l’immagine di te, stanco e affaticato, che dalla caravella urli: “Terra terra…” dopo giorni di navigazione, se stai studiando l’arrivo di Cristoforo Colombo.
Quando studi sul libro, per prima cosa guarda le immagini del capitolo, e i grafici; poi leggi e disegna, accanto al paragrafo, l’immagine del concetto chiave aggiungendoci anche per iscritto una sintesi dello stesso. Per riorganizzare i contenuti studiati è importante per te usare le mappe mentali.
Questa presentazione degli stili di apprendimento però non deve trarti in inganno, noi non siamo uno stile o un altro stile ma siamo un ventaglio di tutti questi stili, ad esempio potremmo essere: 80% uditivi, 20% cinestesici, 50% visivi verbali, 10% visivi non verbali o altro ancora.
Comprendere quali sono i tuoi stili di apprendimento preferiti è importante per combinare le strategie di studio più adatte al tuo modo di essere e quindi a rendere il tuo studio o più efficace e più divertente.
Ora tocca a te! Buon divertimento!

Chiara Pagnin

Educatore Professionale – Pedagogista Clinico

Ma quando inizia l’orientamento permanente?

Come espresso nella premessa delle nuove Linee Guida per l’Orientamento del 2014 del MIUR,  “l’orientamento lungo tutto il corso della vita è riconosciuto come diritto permanente di ogni persona, che si esercita in forme e modalità diverse e specifiche a seconda dei bisogni, dei contesti e delle situazioni”.

Entrare nella mentalità, che l’orientamento è un DIRITTO di tutti e PER TUTTA LA VITA, porta a riflettere sulle attuali forme di orientamento che sono parte dei percorsi scolastici svolti per lo più esclusivamente nelle classi terze delle scuole secondarie di I° e nelle classi quarte o quinte delle scuole secondarie di II°.

Percorsi spesso riduttivi e che mancano di una riflessione sul prima e su chi si è  a 360°. Spesso, infatti gli unici criteri presi in considerazione per la scelta scolastico sono:

  • il rendimento scolastico
  • le aspettative dei genitori
  • la vicinanza della scuola
  • i costi per la formazione
  • dove va a scuola l’amico/a del cuore

Criteri questi solo in parte utili ad una buona scelta.

Ma quando inizia l’orientamento?

In quanto percorso personale, l’orientamento  inizia già alle scuole dell’infanzia quando si offre al bambino la possibilità di sperimentare diverse situazioni che lo attivano sotto il profilo cognitivo, comportamentale, affettivo, relazionale e di apprendiemento.

Già a questa età è possibile osservare cosa gli piace fare e come. Alcune domande possono aiutarci nella riflessione: nello svolgere le attività è veloce? è riflessivo? perfezionista o approssimativo, creativo?…

Nel giocare predilige giochi d’ingegno e/o strategia? di costruzione o di fantasia? Ama circondarsi di amici o predilige svolgere un compito da solo?…

Queste iniziali osservazioni sono importanti per conoscere i bambini e per capire come stanno muovendo i loro primi passi apprenditivi nel mondo. Non sono indicative di un futuro ingegnere, astronauta, blogger, o meccanico, o…, ma ci dicono quali finestre in quel momento sono aperte e stanno diventando parte di un modo di essere e di approcciarsi al mondo e all’apprendimento.

Certo, a questa età non possiamo parlare di attitudini verso le materie scientifiche o classiche o tecniche, ma nel guardare bene si può iniziare a capire quali possono essere dei primordiali interessi. Se per esempio nei momenti gioco libero il bambino passa il suo tempo sfogliando libri o costruendo trappole e marchingegni con legnetti, oggetti di recupero, palette, ecc., forse già in questo si può notare che in quel momento l’interesse è rivolto più verso uno specifico aspetto apprenditivo personale piuttosto che  un altro, se poi gli riesce anche bene, ne prova soddisfazione, magari c’è anche una certa attitudine verso quell’aspetto.

All’adulto che osserva, sia esso genitore o insegnate questa “simpatia” dice che si può coltivare, “senza eccedere in insistenze”, un terreno che è fertile e può essere seminato affinché il bambino possa accrescere le competenze di base per quell’aspetto per il quale in quello specifico momento è più sensibile.

Nella scuola dell’infanzia siamo quindi all’inizio di un percorso personale di apprendimento e orientamento che evolverà con il tempo insieme:

  • alle successive esperienze scolastiche,
  • alle esperienze che farà nella sua vita sportiva, associativa, culturale anche fuori dalla scuola,

ma che, in quanto embrionale è rappresentativo dell’espressione più pura si sé, delle proprie attitudini e dei propri interessi iniziali.

scritto da Chiara Pagnin 

Ad Ottobre Expo delle Professioni 3.0: una finestra sul mondo del lavoro

Il 17 e 24 ottobre pv  dalle 14.30 alle 18.00, presso il CFP Francesco d’Assisi di via Bordin, 7 Cadoneghe, insieme all’Equipe Personal.mente, di cui faccio parte insieme alle colleghe Carol Consigliere ed Eleonora Soffiato, si terrà la terza edizione di Expo delle professioni 3.0: una finestra sul mondo del lavoro.

Un evento importante per l’orientamento scolastico dei ragazzi delle classi III delle scuole secondarie di primo grado.

Nei due pomeriggi i ragazzi incontreranno professionisti del mondo del lavoro di grande spessore: pasticceri, panettieri personale dell’aeronautica militare, veterinari, cuochi, medici….

L’evento vede il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e del Comune di Cadoneghe.

A breve il programma dell’iniziativa e i dettagli per le iscrizioni nel sito www.personalmente.eu

Un occasione da non perdere!!!!

Informazioni: www.personalmente.eu